Un nuovo modo di essere banca

“Mediolanum continua ad essere attivissima”: sono queste le parole con cui Antonio Patuelli, presidente dell’ABI, dà inizio al convegno in onore di Ennio Doris, intitolato “Un nuovo modo di essere banca”. Durante l’incontro si sono avvicendati illustri esponenti del settore bancario e finanziario nazionale e internazionale, come per esempio i CEO di Morgan Stanley, Lazard e Mediobanca. Numerosa la rappresentanza agostina.
L’evento ha visto come suo nodo centrale la personalità di Ennio Doris in ogni suo aspetto, dalla sfera personale e familiare a quella lavorativa e professionale.

Diverse, in tal senso, sono state le memorie del grande Ennio Doris esposte nel momento delle testimonianze da amici e colleghi.

Importante il commento di Bruno Bianchi, direttore centrale per la vigilanza creditizia e finanziaria presso la Banca d’Italia, in memoria del fondatore della banca Mediolanum, ricordato come colui che aveva l’obiettivo di creare una “banca nuova”, caratterizzata non solo da affari e strategie, ma anche da valori umani quali il rispetto, l’aiuto reciproco e la fiducia.
Tale concetto viene ripreso durante il convegno anche da Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro dal 2001 al 2005 e Ministro dell’economia e delle finanze nel secondo e nel terzo governo Berlusconi.
Altro contributo molto importante è quello di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, il quale ha sottolineato come Mediolanum non sia scindibile dalla famiglia Doris e soprattutto come Ennio considerasse il suo lavoro come una seconda famiglia.

Altri interventi sono stati effettuati da Victor Massiah, CEO di UBI Banca, Flavio Valeri, CEO della Banca d’America e d’Italia.

All’evento ha preso parte, tramite video, anche Davide Serra, CEO di Algebris Investments, il quale ha ricordato Ennio Doris come “un imprenditore pazzesco, dal carisma unico: tutte le volte che entrava nella stanza, il suo sorriso magnetizzava tutti”.

A conclusione della conferenza sono intervenuti i figli di Ennio Doris, Massimo e Sara Doris, i quali lo hanno ricordato non solo come un uomo dedito al lavoro, dotato di spirito di sacrificio e di rispetto nei confronti del prossimo, ma anche come un padre che, seppure non sempre presente a casa, quando era con la famiglia si dedicava completamente ad essa.

La figlia Sara, commossa, così come la moglie di Doris, Lina Tombolato, ha commemorato il padre come l’uomo che più di tutti le ha lasciato una lezione di vita:

Annalisa Sara Doris

“L’umiltà e l’altruismo verso gli altri, l’ottimismo verso il futuro e il non perdersi di fronte alle difficoltà, ma saperle tramutare immediatamente in opportunità”
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