Vivere una storia: la visita notturna dell’Università Cattolica

Come ogni anno, gli studenti del collegio Augustinianum hanno avuto il privilegio di visitare nelle ore serali, accompagnati dal dott. Mario Gatti, la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ripercorrendone la sua storia dalle origini, da monastero, prima benedettino poi cistercense, all’invasione francese da parte di Napoleone con la trasformazione in caserma militare nell’Ottocento fino alla nascita dell’Ateneo nel 1921 con padre Agostino Gemelli. 

Mario Gatti – Direttore di Sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

“Non tanti sono gli studenti universitari che hanno la fortuna di respirare storia e studiare in mezzo alla bellezza”

Con queste parole il direttore ha voluto cominciare il percorso culturale all’interno della sede centrale di Largo Gemelli, iniziato nel cortile d’onore dove si iniziano a scorgere diversi stili architettonici ed artistici risalenti a periodi diversi, dal Quattrocento ai giorni nostri. In particolare, è evidente il contributo di Giovanni Muzio, affermato architetto bergamasco, che si trovò impegnato nell’opera di ristrutturazione del complesso a causa del bombardamento del 1940, il quale restò armonico con l’ambiente concludendo il lavoro straordinariamente.

Attraversando i corridoi, i cui soffitti risalgono al Settecento, è stata unica l’esperienza di rivivere all’interno della cappella di San Francesco (prima laboratorio di batteriologia) la storia di padre Gemelli, che proprio in quella cappella incontrava il medico e studioso Ludovico Necchi. La decisione di costruire proprio lì la cappella è stata dettata dal Gemelli in virtù del fatto che quello fu il luogo della sua conversione, il luogo dove fede e ragione si sono conciliate. 

La visita si è conclusa all’interno della Sala Negri da Oleggio situata tra il Rettorato e l’Aula Magna, adiacente al Chiostro dorico. La sala era prima uno scaldatoio, ossia l’unica zona riscaldata del monastero utilizzata dai monaci per studiare o per preparare gli inchiostri e i colori per i codici e le miniature. Curiosa è la presenza all’interno di un frammento di una guglia del Duomo di Milano. 

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